Se sei vergine non ti puoi prendere l'aids, se non si eiacula mentre si è dentro non c'è rischio di rimanere incinta, se si usa la pillola non si possono prendere le malattie, con i rapporti anali non c'è alcun rischio di gravidanza, dall'aspetto non mi sembri malato di AIDS. Queste sono alcune tra le bufale più grosse che si sentono dire in giro sul sesso. Qualcuno magari ha anche sorriso sotto i baffi leggendole. Noi non ci abbiamo trovato niente di divertente, perchè c'è poco da ridere a ritrovarsi ragazzo o ragazza madre, magari a 13/14 anni, c'è poco da ridere a scoprirsi sieropositivo, c'è poco da ridere a sentirsi diagnosticare un tumore al collo dell'utero causato dal papilloma virus. Ci preoccupano le conseguenze di simili situazioni sui ragazzi, proviamo pena nell'immedesimarci nei loro genitori, e proviamo rabbia all'idea che una persona possa rischiare di bruciarsi la vita per una cretinata, solo perchè nessuno spiega come stanno le cose, come se il sesso non lo praticasse nessuno. Noi non ci stiamo, non ci stiamo all'idea che del sesso (che pratica anche chi ha giurato di non farlo) non si possa parlare. La vita delle persone, per noi, non è un prezzo equo da pagare sull'altare del perbenismo. Che i bigotti si infurino pure, se ciò è il prezzo che noi dobbiamo pagare per riscattarle, quelle vite. E' un impegno solenne, un impegno sottoscritto dalle istituzioni nella Costituzione, ed è in forza di quel diritto alla salute che noi, con estrema urgenza, chiediamo al Comune tutto, ed in particolar modo all'assessore alle politiche giovanili, di promuovere in ogni contesto possibile, a cominciare dalle scuole di ogni ordine e grado, l'organizzazione di corsi di educazione sessuale, mediante personale qualificato, e la valorizzazione e la pubblicizazione dell'opera importantissima dei consultori.
Priorità 1: entro l'anno
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